1985: nasce Progetto Bicocca

Questo è il racconto di un fotogramma scattato un giorno d'aprile del 1985, Venerdì 26 aprile, per la precisione. E forse i fotogrammi sono due. O forse più…

Bicocca: gli anni Ottanta

Attorno ad un tavolo presso gli uffici della Regione Lombardia sono seduti il Vicepresidente Luigi Vertemati, l'assessore all'Industria Giovanni Ruffini, il Vicepresidente della Provincia di Milano Gianni Mariani, l'assessore all'Urbanistica del Comune di Milano Maurizio Mottini, l'assessore al Lavoro del Comune Carlo Cuomo.
E c'è Giovanni Nassi, in rappresentanza della "Industrie Pirelli".

I sei stanno discutendo di una proposta lanciata qualche mese prima dall'ingegner Leopoldo Pirelli, Presidente del Gruppo: superare la fase di stallo in cui la cittadella industriale di Bicocca sta rischiando strutturalmente di entrare e rilanciare l'intera area con la creazione di un polo tecnologico integrato e polifunzionale, riqualificando sia dal punto di vista produttivo sia sotto l'aspetto urbanistico questo vasto comprensorio a nord di Milano.

La vertenza sindacale legata alla necessità di chiudere l'ormai obsoleto stabilimento pneumatici autocarro si è felicemente conclusa da qualche settimana: una nuova fabbrica verrà costruita a pochi chilometri di distanza, a Bollate. Riassorbirà tutti i lavoratori dell'impianto di Bicocca.

Il fotogramma adesso ci mostra i sei che firmano. Regione, Provincia, Comune e industria privata accolgono in quel momento lo "Schema di Protocollo di Intesa", il documento che impegna le parti a dare il via alla ciclopica operazione che nel giro di una quindicina d'anni dovrà cambiare il volto del quartiere Bicocca, proiettandolo negli anni Duemila. Sta per nascere Progetto Bicocca.

...conoscere e capire la realtà...

È sempre venerdì 26 aprile 1985.

Mentre i sei firmano, abbiamo il tempo di spostarci di qualche chilometro a nord.

Alziamoci "a volo d'uccello", come dicono i cartografi: si fa prima. Lasciamo sotto di noi la Stazione Centrale. Imbocchiamo Viale Zara. Poi Viale Fulvio Testi. Viriamo a destra. Opss… abbiamo superato la Torre. Virata di ritorno a sinistra.

La Bicocca nel 1985Ecco.Sotto di noi si stende quella Bicocca il cui destino sta per essere firmato.

 

Mentre la pregiata stilografica passa nelle mani di Giovanni Nassi -che probabilmente sarà l'ultimo a firmare- possiamo cavare di tasca la macchina fotografica (le digitali ancora non ci sono) e scattare l'ultima immagine di Bicocca "com'era prima".

" Il Progetto Bicocca è incominciato quando si è cercato di conoscere e di capire la realtà sulla quale si aveva il compito di intervenire", dirà Emilio Tadini nel suo articolo dedicato -qualche mese dopo- alla presentazione alla Triennale di Milano del Progetto.

E allora, da questa nostra posizione alta di 45 gradi, con Sesto San Giovanni e le Alpi alle spalle e la metropoli di fronte, guardiamo un po' cos'è sotto di noi Bicocca, il 26 aprile 1985.

La Bicocca Degli Arcimboldi

Vediamo lì in mezzo la Torre di Raffreddamento, glorioso simbolo dei ri-ruggenti anni Cinquanta. Oggi ha trentacinque anni.
Non serve più a molto.

Fa l'occhiolino al torracchione della Breda, pochi metri più su.

Che fare di questo elemento dello skyline industriale milanese? Ci penseranno gli architetti: speriamo solo non la vogliano abbattere.

A destra, il ciuffetto verde che circonda il Castello degli Arcimboldi. E' del XV secolo. Da quasi cento anni è monumento nazionale. Non la si può neppure sfiorare. La tecnologia dovrà in ogni caso prenderne atto.

Corre via diritto a destra, verso nord est, il Viale Sarca: all'angolo con Via Chiese c'è il Laboratorio Cavi, rifatto nel 1957 sopra il vecchio stabilimento della guttaperca. E' la punta avanzata della divisione Cavi Energia: la convenzione mantiene in funzione anche lo stabilimento cavi alle sue spalle, che costeggiando via Chiese arriva giù fino a lambire la ferrovia e la via Sesto San Giovanni.

La Bicocca nel 1985

Superiamo davanti a noi il viale interno n°14, quello che dall'entrata di Viale Sarca 222 taglia maestosamente in due la Bicocca: di qua i Cavi, di là i Pneumatici.

Dietro la Torre, alzando gli occhi verso Milano, occhieggiano quei "campi coltivati" che sono i tetti degli Stabilimenti Gomma, come a scandire la separazione tra rame e caucciù.

Sulla sinistra ecco le vasche di depurazione dell'acqua, lascito di quegli anni Settanta in cui si posero le fondamenta dell'ecologia industriale e della salute di fabbrica.

Il tetto grigio obliquo un po' più vicino a noi è quello della mensa, trionfale monumento di Minoletti e Chiodi del 1957.

Ancor più a sinistra i binari della stazione di Greco. Sai che soddisfazione quando, sempre nel 1957, l'Amministrazione delle Ferrovie decise di chiamarla "Greco-Pirelli"…

Poi si va giù fino a via Emanueli, che prima era Via Rodi ma nel '71 è stata dedicata al "nostro Emanueli", genio del cavo a olio fluido.

La si scavalca, ci si allarga a Segnanino, ormai triste e disabitato, costeggiando i villini e il Casone del Borgo Pirelli.

L'Albania!

Risaliamo Viale Sarca fino al civico 222.

Terribilmente squadrato a vederlo dall'alto è il Fabbricato 120: sorge al limitare destro del bosco del castello. E' la sede delle funzioni direttive del Gruppo.

C'è anche un piccolo parcheggio alberato. Di fronte, al di là di Viale Sarca, il bel prato verde del Centro Sportivo. Antica gloria Pirelli: sarà presto ceduto al Comune.

Planimetria di Bicocca nel 1985

E poi, ancora più a destra verso Sesto, l'area cosiddetta "Albania".

Fin dal Pleistocene si facevano lì le lavorazioni più semplici legate all'attività Cavi. Un po' com'era la colonia dell'Albania per il Regno d'Italia…

E quando l'oltrepassare viale Sarca era un po' come attraversare il Canale d'Otranto… Insomma… di là c'era l'Albania… Sarà il primo lotto ad essere riedificato.

Se poi, uscendo dal campo sportivo di Viale Sarca, si risale fino a Via San Glicerio e si ritorna a destra in Viale Fulvio Testi, vediamo di fronte un edificetto basso e moderno. È l'Istituto Piero Pirelli. E' una fucina di giovani esperti meccanici, destinati a trovar presto lavoro a Bicocca.

Stato di fatto di Bicocca nel 1985

Mentre la pregiata penna stilografica già ha scritto, poco sotto la dicitura prestampata "Industrie Pirelli S.p.A.", il nome Giovanni, ricordiamo alcuni numeri di Bicocca.

Superficie totale 714.035 mq, di cui 372.385 coperti e 598.778 calpestabili.

Il Corpo Centrale (stabilimenti cavi e gomma e funzioni centrali) pesa per 388.102 mq. Segnanino occupa 198.870 mq.

La Fabbrica Sospesa

Bicocca - notturno Anni Ottanta

Giovanni Nassi in quel momento sta firmando.

Fermiamoci per favore sulla prima "esse".

Fermiamoci e inquadriamo un giovane regista: Silvio Soldini. Pirelli gli chiede di filmare l'ultima Bicocca, un secondo prima dell'arrivo delle ruspe.

" ..la Bicocca non solo come testimonianza fisica di un passato che scompare, ma anche e soprattutto come luogo in cui tanta gente ha lavorato, trascorrendoci per anni otto ore al giorno, si è incontrata e si è scontrata, insomma ha vissuto la propria esistenza lavorativa".

E Soldini filma "La Fabbrica Sospesa".

Ancora un attimo. Seconda "esse" di Nassi.

Dopo Soldini, Milena Gabanelli. Anche a lei il compito di testimoniare l'ultima Bicocca, senza sentimentalismi e un secondo prima dell'arrivo delle ruspe.

" Quando qualcuno dice che le cose vanno trasformate perché in tal modo non hanno più senso, che il muro della Bicocca è triste. Che tutto quello che è cresciuto lì intorno è cresciuto brutto, dice cose dure.

Se la carica emotiva della voce è la stessa di quando si dice ‘addio dolce passato, mi mancherai sempre', a qualcuno può sembrare fastidioso o sconcertante.

Non credo che lo sia per le 2400 persone coinvolte nel Progetto Bicocca. E io questa voce l'ho scelta per loro".

Milena gira per RAI 3 "Trasformazione di una fabbrica della gomma". Il film sarà pluripremiato.

Bene: adesso Giovanni Nassi ha firmato. I sei nella sede della Regione Lombardia si scambiano strette di mano. E' venerdì. Via tutti per il week-end.

È nato Progetto Bicocca.

È venerdì 26 aprile 1985. È l'ultimo fotogramma.

Nell' archivio fotografico il servizio che Gabriele Basilico realizzò nel 1985 alla cittadella industriale di Bicocca.
Ultima revisione: 29 2010