Bicocca: la torre di raffreddamento

Progetto per la Torre di Raffreddamento

" Allo Stabilimento della Bicocca la zona immediatamente a sud della Centrale Termica ha subito in questi ultimi tempi una profonda trasformazione.

Dove era un gruppo di capannoni adibiti a magazzini, officine, spogliatoi, sono sorti cantieri per l'esecuzione delle opere collegate all'impianto termo-elettrico che ivi dovrà sorgere.

Attira particolarmente l'attenzione la costruzione iniziata di una grande struttura circolare in cemento armato. Si tratta di una torre destinata a refrigerare dell'acqua.

Uno dei turbo alternatori che verranno installati sarà a condensazione e per esso occorreranno circa 3 mila metri cubi/ora di acqua per condensare il vapore che dalla turbina si scarica nel condensatore. Tale acqua deve essere sufficientemente fredda.

Non essendovi la possibilità di prendere acqua dalla vicina Martesana, né la convenienza di trivellare numerosi pozzi per pompare dalle falde freatiche, si è ritenuto di applicare il comune sistema di far circolare l'acqua di raffreddamento in circuito chiuso, abbassandone la temperatura coll'impiego di una torre di raffreddamento".

Altezza metri quarantasei

"L'acqua calda viene immessa ad una certa altezza al centro della torre e, con opportuni dispositivi, viene suddivisa in tanti rivoli sempre più piccoli fin quasi ad ottenere uno sgocciolamento verso il basso.

Il riscaldamento della massa d'aria interna metterà la torre in condizioni simili a quelle di una canna fumaria e ne risulterà attivata una corrente d'aria dal basso verso l'alto.

Torre di Raffreddamento - dicembre 1954

Di conseguenza si otterrà l'evaporazione di una frazione dell'acqua e il suo abbassamento di temperatura. La mole di un tale refrigerante di acqua, che ha un profilo a iperbole, è notevole: metri 32 di diametro alla base, metri 22 in sommità, metri 18 in corrispondenza al diametro minimo; altezza metri 46."

Così sul n.5 del giugno 1950, il periodico interno "Fatti e Notizie" annunciava la nascita imminente di quello che a sua volta sarebbe diventato un simbolo della milanesità di Pirelli: la torre di raffreddamento, destinata a marcare in modo indelebile il paesaggio di Bicocca negli anni a venire.

Ancora "Fatti e Notizie": il numero di gennaio 1954 dedica la copertina proprio a lei, alla Torre, illuminata dal sole. Ed è ancora la Torre a chiudere la stessa annata del periodico aziendale: " ...come a simboleggiare la fine di un giorno e di un anno, chiudiamo il 1954 con questa fotografia che riproduce il Castello e la Torre di Bicocca in una soffusa luce notturna...[...] La fotografia è del signor Bruno Lacrò. Operaio del reparto 64".

La Torre trascorrerà così una trentina d'anni di onorato servizio tra i capannoni industriali di Bicocca, a raffreddare acqua, finchè...

La felice visione di Gregotti

La Torre di Raffreddamento

Finchè non arrivano gli anni Ottanta, gli anni in cui Bicocca inizia a cambiare volto.

Il progetto del Polo Tecnologico di Gregotti non può certo prescindere dalla gigantesca torre, che seppur inutilizzata resta comunque un segno fortissimo della presenza Pirelli sul territorio.

Alla presentazione ufficiale del Progetto Bicocca, avvenuto il 7 luglio 1988 presso il Castello degli Arcimboldi, l'architetto Gregotti dice: " ...voglio solo fare un esempio [parlando delle scelte architettoniche formali, ndr] , raccontare un episodio che può essere un po' il simbolo del modo in cui abbiamo lavorato. Alla Bicocca esiste una bellissima torre di raffreddamento alta quasi 50 metri.

Noi abbiamo pensato di costruire la nuova sede degli uffici Pirelli attorno a quella torre, realizzando un grande quadrato che la ingloba e la mantiene in tutta la sua forza simbolica.

Nell'interno della torre abbiamo previsto di ricavare delle grandi sale riunione, e all'esterno c'è un vuoto tra torre ed edificio-uffici, che segue l'inclinazione della torre".

Headquarter Pirelli RE

Così Progetto Bicocca cresce, si allarga. Si modificano gli spazi e la storia attorno al gigantesco trombone grigio rovesciato. Che rimane imperturbabile dov'è.

Le foto aeree all'alba del Duemila lo vedono ancora lì, a guardia di un passato che sta diventando "qualcos'altro".

Ancora "Fatti e Notizie", novembre 2000, cinquant'anni dopo "quel" servizio sulla Torre Refrigerante: " Giunge adesso l'ora della torre di raffreddamento. Un tempo necessaria per raffreddare le acque di lavorazione dei processi industriali, oggi è un edificio inutilizzato che torna alla ribalta: protagonista di un progetto di ristrutturazione che completa il recupero dell'area Bicocca.[...]"

Il progetto coinvolge una zona di 10.000 metri quadri, verso il limite settentrionale dell'area.

Sfruttando l'eccezionale impatto visivo e plastico della torre, si è deciso di sviluppare l'edificio proprio intorno ad essa: quasi come una cornice architettonica che ne abbraccia ed esalta la struttura scultorea.

L'ingresso principale porterà a un edificio di 50 metri d'altezza di forma cubica, appoggiato su una struttura di due piani che contiene nel basamento i parcheggi e il portico.

Quaranta metri di vetro, tra passato e futuro

Recupero Torre di Raffreddamento - 2003

L'edificio è composto da tre lati destinati a uffici: la quarta facciata, rivolta verso la Bicocca degli Arcimboldi, consiste invece in una vetrata che racchiude la torre, rendendola visibile anche dall'esterno e mantenendo l'antico contrasto.

Il piano terreno ospiterà una sala conferenze di circa 400 posti, gli ascensori che condurranno ai 10 piani di uffici, al piano tecnico e all'ultimo piano scoperto, da dove si potrà accedere ad un vero e proprio eliporto.

Ulteriori spazi di accoglimento si distribuiranno invece intorno alla corte interna.

Gli uffici sui lati nord e sud -rigorosamente open space– si affacceranno sia sull'esterno che sull'interno dell'edificio, in particolare sulla hall di entrata, grazie a una vetrata a tutta altezza che preservando le qualità ambientali dei luoghi di lavoro consentirà un rapporto visivo diretto con la torre.

All'interno, la torre stessa sarà divisa in quattro sezioni impalcate, attrezzate con sale riunioni e spazi di rappresentanza.

Destinato ad ospitare 650 persone, il nuovo edificio, pur completamente trasformato, continuerà a simboleggiare la vecchia realtà industriale proprio attraverso le vetrate trasparenti che permettono una visuale completa e costante della torre.

Tutto per rimanere in linea con l'idea di creare una coesistenza armonica tra il vecchio e il nuovo.

Oggi, la sede di Pirelli RE

Recupero Torre di Raffreddamento

I lavori iniziano nell'ottobre 2001 per terminare meno di due anni dopo, nell'estate del 2003.

Attorno alla torre, intonacata di bianco per far risaltare la sua originale "ruvidità" industriale, si susseguono lavori che hanno anche momenti di particolare spettacolarità, come la posa ad oltre 40 metri dal suolo dell'unica trave in acciaio, alta tre metri e pesante 50 tonnellate, che sostiene la facciata di vetro da 1600 metri quadrati.

La messa in opera richiede una speciale gru per la quale sono stati necessari tre giorni di montaggio e altrettanti di smontaggio.

Il 3 maggio 2004 viene ufficialmente inaugurato il nuovo Headquarter di Pirelli RE.

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Ultima revisione: 30 2010