Progetto Bicocca: una città per Milano

Nel percorso " 26 aprile 1985, due fotogrammi di Bicocca" avevamo lasciato una fabbrica sospesa, alle soglie di una profonda trasformazione: via i vecchi reparti, il cui layout era ormai inadatto ai nuovi processi produttivi automatizzati, per far posto ad un " Centro tecnologico integrato e polifunzionale", fortemente terziarizzato e fervido di attività ad alto contenuto tecnologico.

Quel giorno d'aprile del 1985, con la sottoscrizione dello " Schema di protocollo d'intesa" tra Regione, Provincia, Comune e Industrie Pirelli, nasceva il Progetto Bicocca .

Progetto Bicocca. Il plastico di Gregotti

Già nel luglio dello stesso anno Pirelli lancia un concorso internazionale, invitando venti tra i più importanti architetti urbanistici a dare il loro contributo per delineare il futuro assetto del Progetto Bicocca.

Oltre agli italiani Aulenti, Aymonino, De Carlo, Gabetti, Gregotti, Piano, Rossi e Valle, ricordiamo gli stranieri: il giapponese Tadao Ando, lo svizzero Botta, il francese Ciriani, gli statunitensi Gehry e Meier, l'argentino Solsona, lo spagnolo Moneo, il brasiliano Guedes, l'inglese Stirling, l'olandese Hertzberger, l'austriaco Peichl e il tedesco Ungers.

" La decisione di invitare venti architetti di tutto il mondo per elaborare idee progettuali per questo nuovo assetto dell'area di Bicocca -spiega Leopoldo Pirelli in una conferenza stampa del 26 settembre 1985- va certamente oltre il fatto tecnico o l'immagine: riflette la coscienza di voler gestire un tale problema con la maggiore obiettività e raccogliendo le forze più valide".

Progetto Bicocca - Variante Z4

Nel giugno del 1986, i diciotto progetti alla fine arrivati sono esposti alla Triennale di Milano.

Tra loro ci sono i tre ammessi alla finale: Gabetti e Isola, Gregotti Associati e Gino Valle.

Il 26 maggio del 1987 la Giunta comunale approva la variante " Z4 – Bicocca" al PRG, che definisce in pratica le diverse aree di intervento e la destinazione d'uso dei 658 mila metri quadri che costituiscono Bicocca, qualunque sarà il progetto vincitore.

Alla Pirelli resteranno 130 mila metri quadri per le attività legate alla produzione, 60 mila metri quadri verranno occupati da residenze, 145 metri quadri verrano destinati ad attività direzionali e amministrative.

I veri e propri impianti del Polo Tecnologico occuperanno circa 300.000 metri quadri. Altri 80.000 mq saranno destinati a servizi pubblici e parcheggi. 100 mila metri quadri le aree riservate a verde pubblico.

Gregotti, il valore della semplicità

Il 7 luglio 1988 Leopoldo Pirelli dichiara vincitore il progetto di Gregotti.

La sua visione di Bicocca viene ufficialmente presentata nel salone del Castello degli Arcimboldi, alla presenza del Presidente della Regione Lombardia Bruno Tabacci, del Presidente della Provincia Goffredo Andreini, del Sindaco di Milano Paolo Pillitteri.

Progetto Bicocca. Lotto Albania

La scelta Gregotti la spiega l'ingegner Pirelli: " Questo progetto propone per l'area Bicocca segni architettonici e spazi urbani di notevole forza espressiva entro un ambiente esterno progettato con grande attenzione.

Più in particolare esso riconnette l'area dello stabilimento Pirelli con il tessuto urbano circostante facendone elemento di riferimento per una vasta zona del Nord-Milano, comprensorio nel quale è ragionevole pensare avvengano nel prossimo futuro intensi processi di ristrutturazione produttiva, sociale e territoriale".

Gregotti, da parte sua, spiega come " …il criterio guida sia stato la semplicità. Abbiamo cercato di rispettare il sito il più possibile, di restare il più possibile legati alla sua tradizione…".

Il personale impiegato nell'area Pirelli (stabilimento cavi energia, laboratori di ricerca, centri direzionali) è di circa 3500 unità.

Per quanto riguarda le prospettive "non Pirelli", l'amministratore delegato di Industrie Pirelli, Gavino Manca, cita innanzitutto il Cefriel (Centro di Formazione, aggiornamento e ricerca nell'energia elettronica), un'iniziativa che vede consorziati un Polo Pubblico (Regione Lombardia e Comune di Milano) e un Polo Imprenditoriale (Assolombarda, Honeywell, Ibm, Industrie Pirelli, Italtel, Telettra), e poi il laboratorio sensori di Milano Ricerche, e poi forse l'Agenzia Europea per l'Ambiente…

Mentre si perfeziona il passaggio al Comune del lotto Campi Sportivi, nell'area cosiddetta "Albania" già cominciano i lavori: si stanno insediando aziende come Philips, Ibm, Digital, Rusconi, Reuters.

Alla svolta degli Anni Novanta saranno sette gli edifici nuovi già costruiti nel lotto Albania.

Progetto Bicocca. Fabbricato 184

Dopo i lunghi anni delle sigle burocratiche come il PIO (Piano d'Inquadramento Operativo), inserito nel PPA (Programma Pluriennale d'Attuazione), che deve essere approvato dal Co.re.co (Comitato Regionale di Controllo), il 12 luglio del 1991 viene finalmente inaugurato a Segnanino il Fabbricato 184, primo vero nucleo del Polo Tecnologico, nato sulle ceneri di quello che una volta era lo stabilimento dell'Azienda Nastri Tecnici, dedicato alla produzione di nastri trasportatori e ora emigrato a sud, a Macchia di Ferrandina.

Progetto Bicocca - Veduta aerea 1998

Del passato è rimasta solo la configurazione esterna e quel numero 184, secondo tradizione dei vecchi stabilimenti industriali.

Vi si sono ora insediati il Cefriel e l'Istituto per l'Ambiente, oltre alla Società di Tecnologie Avanzate di Bologna, attiva nell'area dell'ambiente e della robotica.

Il 3 dicembre 1991 s'inaugura -sempre nell'edificio 184- il Corso di Laurea in Scienze Ambientali: l'Università di Bicocca è arrivata.

Un cubo rosso là dov'era la fabbrica

Progetto Bicocca - L'Università

Nella primavera del 1993 il colpo d'occhio è ben diverso da quello della primavera 1985.

Il Fabbricato 184 è funzionante da due anni, e attorno gli è ormai sorto il resto dell'Università.

Scendendo verso la stazione di Greco si incontra l'edificio 222, destinato ad ospitare il CNR.

All'estremo sud di Segnanino è pronto lo spazio dedicato alle Otto Torri, otto edifici che nella visione di Gregotti costituirano un centro di servizi affacciato su una Piazza chiusa al traffico.

Se si va a sinistra verso Viale Sarca, dietro il Borgo Pirelli sale la Collina dei Ciliegi, parco urbano che creerà un polmone per tutta la Zona Nord.

Intanto, lì in mezzo a Segnanino, sta sorgendo l'edificio direzionale della Siemens, previsto come una doppia H a otto piani.

In arrivo –nel 1997- anche la Deutsche Bank, sette piani per 30 mila metri quadri firmati da Gino Valle.

Il resto, verso nord, è Università (gli storici fabbricati 45 e 66 di Pirelli) e residenza.

È in questi anni che si sviluppa anche la Metrotranvia lungo viale Fulvio Testi: si collegherà presto con Bicocca e con la futura linea MM3 di Zara.

Per quanto riguarda la presenza Pirelli, c'è da registrare la progressiva dismissione dello stabilimento cavi energia: al suo posto sta per sorgere il nuovo fabbricato Ricerca e Sviluppo Pneumatici.

Progetto Bicocca - Fabbricato R&D Pneumatici

Tre piani di vetro e cemento, duemila metri quadri (settemila nel piano sotterraneo con fondazioni antisismiche per proteggere le strutture dalle scosse date dalle macchine di prova), un auditorium: " costruire vuol dire credere", nel linguaggio gregottiano.

Il Fabbricato R&D Pneumatici aprirà nel 1999.

E' il 1996 quando si comincia a parlare di Teatro.

La Scala deve chiudere per ristrutturazione: Gregotti sta studiando un teatro da 2500 posti per sostituire per un paio d'anni il Piermarini. Poi, la Scala2 diventerà il secondo grande spazio culturale di Milano.

Il Teatro degli Arcimboldi sarà costruito nel triangolo libero adiacente all'area Wagon Lits. Enterà in funzione il 7 dicembre del 2001. Alla fine del 2005, L'Arcimboldi rinasce a nuova autonoma vita.

Poi viene il momento della Torre di Raffreddamento, elemento da cui lo skyline di Bicocca non può prescindere.

Gregotti ha pronta una visione anche per questa icona della cittadella: la inscatolerà in un'armatura di vetro e cemento, e davanti avrà una gigantesca vetrata alta quaranta metri. Il risultato è semplicemente strabiliante.

Dal maggio del 2004 è la sede della Pirelli Real Estate.

E poi sarà Grande Bicocca

Progetto Bicocca - L'Università

Finisce il 2005. E finisce anche il giro dentro Progetto Bicocca.

C'è stato ancora il tempo per costruire (per la terza volta!) il nuovo edificio R&;D Cavi, risorto su quello che già fu il meraviglioso edificio nel 1957 che a sua volta era risorto sulle macerie del laboratorio della guttaperca.

Alle spalle del cubone rosso dell'Università si sta ancora scavando e smuovendo terra: arriverà il nuovo Istituto Besta.

Il giro per Progetto Bicocca finisce per ora qui.

Ma finisce per modo di dire: da sei anni è entrata a far parte del progetto anche l'area a nord di via Chiese, sede un tempo dell'Ansaldo.

Da qui ripartirà un nuovo viaggio. E si chiamerà "Grande Bicocca".

Ma questa è ancora una volta "un'altra storia…"

Ultima revisione: 27 2010