Bicocca: la Mensa

La mensa di Bicocca

E' la mensa di Milano Bicocca, sorta nel 1957: l'automazione dei processi produttivi applicata ad un megaristorante.
Una "sala da pranzo" da oltre mille persone in grado di sfornare seimila pasti al giorno. Per non parlare dei refettori, e delle "Dispense & Spacci"…

"Nell'ambito dei rinnovamenti previsti nel campo degli impianti e delle installazioni sociali, la ditta ha inserito il problema delle mense, problema che, a tutt'oggi, appare molto ben avviato sulla via di una completa e definitiva soluzione". Così il periodico aziendale Fatti e Notizie nel numero di agosto 1955.

"Nei confronti della mensa impiegati, che occupa un'area destinata a fini produttivi ed i cui locali si trovano in un fabbricato di non recente costruzione, si è adottato un criterio risolutivo: sta sorgendo infatti un nuovo edificio, eretto secondo i canoni della più moderna funzionalità e concepito in modo da garantire il massimo benessere a tutti coloro che vi saranno ospitati per consumarvi il pasto".

Saranno tremate le vene e i polsi all'architetto Minoletti e all'ingegner Chiodi a sentire quali erano i desideri dei committenti Pirelli per la futura Nuova Mensa Impiegati: un gigantesco ristorante che funzionasse come una fabbrica, per dar da mangiare a seimila persone al giorno.

Esterno della Mensa Impiegati

E farle stare anche comode e a loro agio…

Ma tant'è: poco più di un anno dopo, eccola in funzione la nuova mensa.

Lo skyline della cittadella industriale di Bicocca è già dominato dalla gigantesca torre di raffreddamento.

Pochi chilometri più a sud sono praticamente terminati i lavori per la costruzione del Grattacielo. Ora questa nuova cattedrale del cibo: siamo in piena Età dell'Oro.

La mensa di Bicocca

Un'enorme e altissima navata, una sala da pranzo da oltre mille persone da servire in sette, otto minuti per ciascun turno.

Totale: 6000 pasti al giorno. Venti minuti al massimo di intervallo tra un turno e l'altro. Massima meccanizzazione. Automazione avveniristica.

E, come se non bastasse, un ambiente piacevole, comodo, accogliente, bello. Il tutto su un'area di 3200 metri quadrati.

Tutto un lato dell'edificio è costituito da una immensa vetrata di 800 mq, in grado di abbassarsi fino a terra. E poi, udite udite, è stata introdotta quella moda tutta americana che è il "self service".

La Rivista Pirelli, nel febbraio del 1957, le dedica la copertina con all'interno un articolo di Giuseppe Trevisani " Una mensa di fabbrica".

Automazione del processo produttivo del risotto


La mensa di Bicocca - Copertina della Rivista Pire

"La mensa è praticamente organizzata -se ci è permesso il parallelo tecnico- secondo i metodi che sono propri dei procedimenti lavorativi nell'industria: linee di produzione, linee di rifornimento".

Così, evocando scenari di sfrenato taylorismo, "Fatti e Notizie" descrive la Meraviglia di Bicocca  nel 1959: " La struttura stessa delle cucine, e quindi dell'intero edificio, è stata concepita e realizzata secondo uno sviluppo orizzontale, a percorsi che non si incrociano mai. Produzione e distribuzione si svolgono su tre linee parallele…a queste tre linee ne potremmo aggiungere una quarta che praticamente rappresenta la conclusione dell'intero ciclo: è costituito dalla Hobart, una macchina lavastoviglie che rigoverna automaticamente in brevissimo tempo…".

La mensa di Bicocca cadrà sotto i colpi delle ruspe verso la metà degli anni Novanta, nel piano di sviluppo di Progetto Bicocca, sostituita da un nuovo e funzionale fabbricato alle spalle del Castello, ottimizzato sul numero ormai molto inferiore di dipendenti.

Nata come Mensa Impiegati, aveva avuto il merito di abbattere le classi sociali aprendosi in seguito a tutti i lavoratori di Bicocca.

Perchè prima, fino alla fine degli anni Cinquanta, le tute blu pranzavano nella Mensa Operai…

 

Cipputi mangia a parte

La mensa di Bicocca

Nella fotografia di Fatti e Notizie dell'anno 1955, gli operai di Bicocca hanno la loro mensa dedicata, oggetto peraltro di un ammodernamento " che ha già reso dei buoni frutti: la completa riverniciatura delle pareti e dei soffitti, la sistemazione dei pilastri che reggono il tetto, la rivestitura dei tavoli e degli sgabelli a schienale in materiali appositi, gradevoli alla vista e facili alla manutenzione. […]

Ci si augura, attraverso anche questi lavori, di giungere a soddisfare appieno le giuste aspirazioni del personale".

 

I refettori di Bicocca

E poi ci sono i refettori interni ai reparti, necessari per il mantenimento dei Tempi e Metodi di produzione.

I refettori, " in base alle nuove esigenze venutesi a creare in seguito all'accentramento di tutto il servizio, sono stati convenientemente attrezzati e potenziati. Attualmente a Bicocca ne funzionano sei, ai quali vanno aggiunti quelli esistenti presso l'Istituto Piero Pirelli e presso il doposcuola di Viale Fulvio Testi".

Nell'articolo sulla visita dell'inviato di Fatti e Notizie " Nuovo refettorio al Reparto 63", pubblicato nel luglio del 1955, al refettorio del Reparto 63 la star è il signor Giuseppe Bonanomi, che assomiglia a Coppi ma tiene per Gemignani e ha una lingua alla Bartali…

 

Shopping aziendale: il servizio Dispense e Spacci

La Dispensa di Bicocca

L'anno è sempre il 1955. Questa volta "Fatti e Notizie" si occupa di un altro servizio interno a Bicocca: " Dispense e Spacci: due nomi molto familiari".

"La dispensa è sorta nel lontano 1920 -racconta il Direttore, signor Daniotti - con sede in via Fabio Filzi. Si trattava di un modesto locale nel quale venivano venduti, a voler dire molto, una ventina di articoli d'occasione e di più corrente necessità personale.

Circa 6 anni dopo, anche a Bicocca fu istituito un analogo servizio: pensi che l'incasso del primo giorno fu di 195 lire; ma il massimo sviluppo la dispensa lo ebbe qui a Bicocca dopo la fine della guerra quando, trasferendosi nei locali che occupa tutt'ora, si affiancò allo Spaccio-Abbigliamento e dette praticamente origine a quel complesso servizio che lei oggi può vedere.

Dagli iniziali 3 dipendenti del 1920 siamo passati complessivamente ad una quarantina, fra impiegati e operai. Come lei vede, il lavoro qui è molto intenso. Sono circa 1000 le persone che ogni giorno richiedono i nostri articoli e tutte hanno fretta, tutte desiderano essere servite in breve tempo....".

 
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Ultima revisione: 29 2010