Bicocca 1907-1985

Già nel 1908 il primo insediamento occupa circa 170.000 mq che salgono a 220.000 nel 1916, con l'acquisizione dei terreni circostanti la quattrocentesca villa degli Arcimboldi.

Il sito industriale appare già disegnato come una razionale "cittadella", costruita a est di Viale Sarca attorno a due assi interni ortogonali.

Bicocca: volo d'angelo del 1922

Già nel 1908 il primo insediamento occupa circa 170.000 mq che salgono a 220.000 nel 1916, con l'acquisizione dei terreni circostanti la quattrocentesca villa degli Arcimboldi.

Il sito industriale appare già disegnato come una razionale "cittadella", costruita a est di Viale Sarca attorno a due assi interni ortogonali.

Anni di crescita

Del 1922 è la pubblicazione "Pirelli & C. nel suo Cinquantenario": " I primi reparti di lavorazione che sorsero nello stabilimento della Bicocca furono colà trasportati perché ormai non potevano più svilupparsi sufficientemente, di fronte alle crescenti esigenze, nello stabilimento di Milano; fra questi era già un riparto per la preparazione delle materie prime, con annesso laboratorio chimico per i controlli e collaudi delle materie stesse e l'intero riparto per la fabbricazione dei cavi sotterranei per distribuzione d'energia elettrica.

Successivamente sorsero nello stabilimento della Bicocca altri riparti, sia per la fabbricazione di articoli di gomma (tra i quali è da segnalare come specialità quello dei fili di gomma elastica), sia per la fabbricazione dei conduttori elettrici".

Bicocca - Il primo laboratorio chimico - 1918

Lo sviluppo successivo di Bicocca ce lo ricorda Fulvio Irace in "Pirelli 1872-1997. Venticinque anni di imprese": " Con l'acquisto di nuovi lotti e la loro progressiva e rapida occupazione [essenzialmente le aree a sud di Segnanino e a ovest di Albania, più a sud ancora l'area che diverrà il Borgo Pirelli], la ‘città della gomma' raggiungerà alla fine degli anni Trenta la sua definitiva estensione, sino a pervenire, alla fine del secondo conflitto mondiale, alla sua ultima configurazione.

Saturando gli spazi liberi, ampliando vecchi reparti, ristrutturando officine e capannoni, sopraelevando palazzine e congiungendole con aeree passerelle di cemento e di vetro, la fabbrica Pirelli costruisce la sua propria storia di sedimentazioni e di sovrapposizioni, configurandosi come un labirinto dai marcati caratteri di città. [...]

La città che lavora prende il posto della città che sale: e quando, nel 1947, nel fotogramma della camera oscura si affaccerà la sagoma fumante di una locomotiva per il trasporto interno dei manufatti, l'illusione di trovarsi dentro una città di De Chirico sarà perfetta".

Anni di operoso splendore

Il Dopoguerra porta con sé l'ansia di ammodernamento e di ricostruzione: gli anni Cinquanta ci consegnano una Bicocca popolata da 12.000 dipendenti e impegnata in un continuo processo di rinnovamento: via il vecchio e bombardato lo stabilimento della guttaperca per far posto al nuovissimo laboratorio cavi, dentro una nuova batteria di modernissimi vulcanizzatori Mc Neal acquistati direttamente ad Akron.

La Torre di Raffreddamento

E soprattutto partono i lavori per l'avveniristico impianto termoelettrico, reso necessario dall'arrivo del metano per produrre vapore e energia elettrica. E con la metanizzazione arriva anche in poco tempo la gigantesca torre di raffreddamento, destinata a diventare il simbolo dell'operosità di Bicocca.

Già si comincia a parlare di automazione, dalla gestione integrata del vapore per i vulcanizzatori al razionale sistema di trasporti aerei in reparto.

Nel 1957 si inaugura la monumentale mensa impiegati.

Per gran parte degli anni Sessanta Bicocca continua a essere animata da questo slancio vitale, nonostante un devastante incendio scoppiato nel 1962 nel Fabbricato 44 (mescole) che distrugge 15.000 metri quadri di stabilimento.

Sono questi gli anni in cui si assiste ad una forte integrazione dei processi e delle funzioni di fabbrica, guidati dalla progressiva automazione.

Anni di dubbi

Ma sono anche, questi, tempi di delocalizzazione. Nascono i nuovi insediamenti industriali del Gruppo al Sud, e poi altri in Grecia, in Turchia, in Sudamerica…

Molte lavorazioni iniziano a migrare verso altri spazi, verso minori costi del lavoro, verso climi sociali più stabili…

Vulcanizzazione a Bicocca

La fine del boom e l'entrata negli anni Settanta dichiarano impietosamente che per Bicocca sta iniziando il declino. Sempre più reparti si spostano altrove, i vecchi spazi della fabbrica si dimostrano inadeguati a contenere i nuovi macchinari ad alta automazione.

Lo spirito industriale di Bicocca è ancora capace di produrre un moderno impianto per il lavaggio e il riciclo delle acque di produzione, segno di una forte attenzione a quei temi ambientali che dominano –tra gli altri- la cultura di fabbrica degli anni Settanta.

Ma il vento sociale soffia forte in tutto il mondo industriale dell'Occidente. Nel 1975 il Gruppo lancia il Piano di Riassetto: per Bicocca si prevede una ristrutturazione e una rifocalizzazione sul segmento delle coperture per autocarro.

Anni di transito

È una Bicocca ridotta a 6.000 dipendenti quella che ci si presenta nel cuore degli anni Ottanta. Lo stabilimento pneumatici di Bicocca stà per chiudere, trasferendo la produzione alla nuova fabbrica di Bollate.

Bicocca: anni Ottanta

Il 26 settembre 1984, in una conferenza stampa al Castello degli Arcimboldi, il Presidente Leopoldo Pirelli fotografa la situazione: " il nostro Gruppo già negli anni settanta ha avviato il trasferimento nel Mezzogiorno di alcune linee di produzione, realizzando in questo modo il primo esodo industriale dall'area di Bicocca.

Negli anni ottanta, motore di questa trasformazione degli assetti industriali è l'innovazione dei prodotti e, soprattutto, dei processi di produzione.

L'automazione dei processi di produzione, indispensabile se vogliamo mantenere la nostra capacità competitiva a livello internazionale, ha reso infatti difficile la permanenza di molte nostre attività in stabilimenti i cui layout sono stati concepiti e realizzati in altri tempi.

E con ciò faccio riferimento al caso specifico della nostra attività nei pneumatici a Bicocca".

L'area Bicocca nel 1998

Il passo è compiuto: dopo ottant'anni, la cittadella indistriale di Viale sarca si trasformerà in un centro tecnologico integrato e ospiterà -sulle aree già dismesse e su quelle che saranno dismesse in futuro per un totale di 400.000 metri quadri- laboratori e centri di ricerca e sviluppo pubblici e privati, attività industriali ad alto contenuto tecnologico, centri di informatica e telematica, centri di servizio ed assistenza tecnica ai laboratori, centri di formazione professionale, uffici direzionali.

Pirelli, da parte sua, si impegna a mantenere nell'area, oltre alla produzione di cavi, gli uffici di direzione, i centri di ricerca, i laboratori sperimentali, i servizi generali " e tutte le funzioni che in questi anni sono state rafforzate e razionalizzate per essere adeguate alle continue esigenze del Gruppo".

Ma se a Bicocca esistesse davvero un "genius loci" industriale?

Pirelli MIRS - confezione

Ma c'è un post scriptum a questa storia di nascita, splendore e declino di Bicocca. Non è vero che la produzione se ne è andata tutta a Bollate, o a Settimo, o a Vilanueva y la Geltrù.

Nel giugno del 2000, in un fabbricato sopravvissuto lontano, a ridosso di Via per Sesto San Giovanni e di fianco alla stazione di Greco, un gruppetto di rossi robot si mette in testa di provare a costruire un pneumatico.

Ce la fanno da soli, senza intervento umano. E ci mettono pochissimo tempo. E fanno pneumatici perfetti…

p>MIRS, acronimo di Modular Integrated Robotized System.

 

Oggi, quasi cent'anni dopo la posa della prima pietra, stanno qui a dimostrare che forse, a Bicocca, sotto le ceneri davvero vive ancora un genio industriale del luogo…

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Ultima revisione: 30 2010