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Il mito del Calendario Pirelli
Fu l'edizione del 1964 a lanciare il Calendario Pirelli nello star system internazionale. Merito soprattutto degli scatti, "amichevolmente" sexy, di Robert Freeman, il fotografo scelto dai Beatles per i loro "magical" tour. Fu un successo immediato: le modelle immortalate sulle splendide spiagge della Costa Azzurra scossero un Paese che si stava risvegliando dall'austerità degli anni '50.
Nel giro di pochi anni "The Cal" diventò uno status symbol, anche se nel 1974, complici due crisi del mercato petrolifero, i severi tagli di bilancio imposero di sospenderne la pubblicazione. Fu allora che il quotidiano inglese 'The Sun' scrisse: "Oh, no! Hanno licenziato le modelle!". Ma si trattò di un allontanamento temporaneo.
Superata la crisi petrolifera, nel 1984 il Calendario riconquistò le scene grazie al talento di Uwe Ommer. Ci vollero però altri dieci anni, nel 1994, affinché il Calendario diventasse parte integrante del brand aziendale di Pirelli. Lo imponeva già allora la necessità di nuove idee, che nello stesso anno si concretizzarono nello stile innovativo del "genio" Herb Ritts e l'anno successivo in quello di Richard Avedon, che immortalarono top model come Cindy Crawford, Kate Moss, Helena Christensen e Naomi Campbell.
Nei suoi quarant'anni di storia, il Calendario Pirelli ha proposto altrettanti stili e modelli di bellezza. E oggi, dopo 40 edizioni, continua a essere un punto di riferimento per chi vuole cogliere in uno sguardo i cambiamenti e le trasformazioni della nostra società.